La cucina montenegrina

La cucina montenegrina

“Il Montenegro è il luogo più bello dove terra e mare si siano mai incontrati”. (cit. Lord Byron)

montenegroAnche la nerd è andata in vacanza. Durante questa vacanza on the road nei Balcani occidentali ho trascorso 4 giorni in Montenegro (Crna Gora in lingua locale) e ve ne voglio presentare l’enogastronomia.

La cucina locale del Montenegro, legata al ciclo delle stagioni, fa uso di ingredienti freschi, coltivati o prodotti sul posto, spesso biologici. Nonostante le dimensioni ridotte, il Montenegro comprende almeno tre diversi stili regionali: la cucina dell’antico cuore del Montenegro, la cucina di montagna e quella delle zone costiere.

Le specialità del Vecchio Montenegro

prsut-sirGli elementi che dominano la cucina di questa zona sono il pršut (prosciutto affumicato) e il sir (formaggio). Qualsiasi specialità il cui nome contenga l’aggettivo “njeguški” sarà un autentico piatto montenegrino preparato con questi due ingredienti. Nel 1951 pare che lo scultore croato Ivan Meštrovic abbia chiesto come ricompensa per le splendide statue del mausoleo in cima al Monte Lovćen soltanto del formaggio e del pršut di Njeguši.

24qqwplCucina di montagna

Più simile a quella serba, la cucina tradizionale delle zone montuose settentrionali è costituita da sostanziosi piatti a base di carne, ideali per fornire calore e sostegno nelle lunghe notti invernali. Un metodo di cottura tipico di questa regione, chiamato ispod sača, consiste nell’arrostire la carne e le verdure sotto un coperchio di metallo coperto di braci, solitamente posto in un focolare al centro della stanza per riscaldare l’ambiente.

Cucina costiera

La maggior parte dei turisti, me compresa, che trascorrono l’estate sui litorali montenegrini possono gustare principalmente le deliziose specialità della cucina costiera, indistinguibile da quella dalmata: moltissimo pesce alla griglia, aglio, olio d’oliva e piatti ispirati alla cucina italiana.

zuppaAssolutamente da provare è la zuppa di pesce (riblja čorba) che potete gustare in ogni ristorante ad un prezzo davvero contenuto. Per circa 3 euro potrete gustare un’ottima zuppa saporita e sostanziosa. Unica pecca: in agosto, con 35-37 gradi, mangiare una zuppa calda, non aiuta di certo a mantenere una fresca temperatura corporea!

calamariI calamari alla griglia (lignje na žaru) non deludono mai, sia nella versione più semplice, con aglio e olio d’oliva, sia ripieni di pršut e sir.

Risotto_al_nero_di_seppia I quasi quattro secoli di dominio veneziano  hanno lasciato in eredità la tradizione di ottimi risotti e piatti di pasta. Il  delicato risotto al nero di seppia (crni rižoto) è arricchito dall’aggiunta di  pezzetti di seppia.

Nella maggior parte dei ristoranti specializzati in cucina di mare, il pesce (ribe) è presentato intero al tavolo perchè il cliente possa scegliere. Per cucinare il pesce, oltre ad aglio e limone si usano spesso erbe aromatiche come alloro e prezzemolo.Il contorno tradizionale è costituito da un piatto delizioso a base di bietole (blitva), patate lesse, olio d’oliva e aglio, spesso chiamato sui menu in inglese “Dalmatian garnish” (contorno dalmata).

cevapciciSe come me, non siete abituati a mangiare molto aglio, andateci piano! Il sapore è ottimo, ma poi ne subirete le conseguenze 🙂

La carne alla griglia è tipica di tutto il territorio dell’ex Iugoslavia in numerose varianti, tra cui, la più famosa sono i ćevapčići (polpettine di carne tritata a forma di piccoli salsicciotti).

Lo spuntino più economico e più diffuso nei Balcani, acquistabile in ogni Pekara (forno) montenegrino è il burek, ovvero pasta fillo ripiena di formaggio, carne, patate o più raramente funghi.Burek

Vino montenegrino

VranacKrstac

Il vino del Montenegro ha il suo perchè e quasi sempre quello “della casa” rappresenta la bevanda più economica insieme alla birra. Dal vitigno indigeno Vranac si producono eccellenti vini rossi corposi. Tradizionalmente viene fatto invecchiare in botti di noce, piuttosto che di rovere, e la sua storia affonda le radici in un antico passato. Pare infatti che la regina illirica Teuta fosse talmente entusiasta di questo vino da incoraggiarne la produzione già nel III secolo a.C. Fra i bianchi di produzione locale figurano Chardonnay, Sauvignon blanc e il locale Krstač.

 

lozaPer quanto riguarda il liquori, molte persone distillano in casa la loro grappa. La varietà più diffusa si chiama loza ed è un distillato di vinacce, ma la si può preparare praticamente con qualsiasi cosa. E’ offerta in segno di ospitalità e ha una gradazione alcolica compresa tra il 40% e il 60%.

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By | 2015-10-26T20:25:30+00:00 agosto 14th, 2015|La cucina racconta come eravamo|0 Comments

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